THE ITALIAN TOUCH #21
Vivere sugli alberi

Comfort e design, totalmente immersi nella natura

La casa sull’albero è il sogno di ogni bambino: rifugio “irraggiungibile” dagli adulti, un mondo altro, raccolto e intimo, che significa solitudine e protezione. Il cinema ce ne ha raccontate tantissime: dal semplice ramo di Tarzan, al suggestivo villaggio sospeso degli Ewok ne Il ritorno dello Jedi, fino alla megalopoli di Avatar sul pianeta Pandora.

The Cabin

The Cabin

Gli ultimi anni però hanno visto il mito diventare sempre più realtà. Con il crescere dell’ecoturismo, le case sull’albero sono diventate un nuovo trend dell’accoglienza (Airbnb ne offre più di 300 solo in Europa). I ricordi gioiosi dell’infanzia allora rivivono e si adattano a un livello altissimo di comfort e design. L’albero diventa rifugio bioecologico a contatto con la natura, dedicato alla contemplazione e al riposo, dall’alta compatibilità ambientale e paesaggistica.
Un’elegantissima combinazione perfettamente riuscita al Treehotel di Harads, nel nord della Svezia. I proprietari offrono sistemazioni di design e qualità in un luogo in cui lo stress si dissolve e ci si può rilassare circondati da una natura incontaminata. Hanno contattato i maggiori studi di architettura svedesi, che hanno progettato sette case sull’albero, ognuna diversa dall’altra (l’ultima, firmata dal prestigioso studio Snøhetta, è arrivata a gennaio di quest’anno).

―Sette case, ognuna diversa dall’altra
The Mirrorcube

The Mirrorcube

“Una parte molto importante del nostro concept è tenere in conto i valori ecologici e avere il minimo impatto ambientale possibile”, spiegano i fondatori Kent e Britta Lindvall. Il tema delle case sugli alberi comporta infatti scelte progettuali di qualità e che considerino il senso del limite e della compatibilità come elementi costituitivi del progetto. E nelle case del Treehotel si trovano due filoni apparentemente opposti: quello del mimetismo e quello della cesura.
Così Mirrorcube e The bird’s nest fanno dell’invisibilità la propria cifra stilistica. Il primo è un cubo di quattro metri per lato, completamente rivestito di vetro riflettente, su cui il cielo, gli alberi e tutto ciò che sta intorno diventano materia. Il secondo è un enorme nido sferico fatto di rami che nascondono un interno ipermoderno, che accoglie e coccola. All’opposto troviamo The Dragonfly: una serie di parallelepipedi posti in orizzontale per offrire una chiara discontinuità con la verticalità della foresta di pini e sottolineare l’intervento umano nell’ambiente naturale.

Case sull’albero che si collocano al confine tra cultura contemporanea e ricerca di un ambiente naturale incontaminato, mescolando tradizione e modernità, sogno e concretezza. Per restituirci un po’ di infanzia con uno sguardo verso il futuro.

Valentina Monti
Tutte le foto, courtesy Threehotel / treehotel.se + Tham &
Videgård Arkitekter + Snøhetta