Arte
Ai Weiwei “Libero” a Firenze

L’arte contemporanea è spesso di difficile interpretazione per i non appassionati o i non addetti ai lavori. Poi c’è Ai Weiwei

L’arte contemporanea è spesso astratta e di difficile interpretazione, soprattutto per il pubblico dei non appassionati o non addetti ai lavori. Poi c’è Ai Weiwei.

Il più famoso artista cinese vivente ha deciso di utilizzare l’arte come cassa di risonanza per denunciare le storture del regime prima, e le ingiustizie del mondo poi. Per far riflettere su temi umanitari, portare attenzione, muovere le coscienze.

E così anche l’arte moderna diventa comprensibile e utile, perché riesce con immediatezza a veicolare messaggi universali e condivisibili per tutti. Questo fanno i 22 gommoni di salvataggio arancioni che incorniciano le finestre di Palazzo Strozzi, sede dell’imperdibile mostra fiorentina dedicata all’artista (dal 23 settembre al 22 gennaio prossimo): ricordarci che il dramma dei migrati nel Mediterraneo è vicino e in mezzo a noi. Ma tutti gli spazi del palazzo saranno a sua disposizione, oltre al Mercato Centrale di San Lorenzo e un lato della Galleria degli Uffizi, con iconiche installazioni monumentali, sculture e oggetti simbolo della sua carriera, video e serie fotografiche dal forte impatto.

“Non separo mai la mia arte dalle altre mie attività. C’è un impatto politico nelle mie opere e non smetto di essere artista quando mi occupo di diritti umani. Tutto è arte, tutto è politica” (Ai Wei Wei).

― Opere e linguaggi diversi

Accomunati dalla voglia di comunicare in modo diretto e molto visivo, tanto da essergli costati anni di prigione e limitazione della libertà nel suo paese natale. Quella Cina amata e odiata, e di cui in questo momento però, è il maggiore artista vivente.

Ai Weiwei. Libero
Firenze, Palazzo Strozzi, 23 settembre 2016 / 22 gennaio 2017

Valentina Monti
10/10/2016