THE ITALIAN TOUCH #20
Mosaici Bisazza

La grande storia dei mosaici made in Italy

Le Muse, figlie di Zeus e di Mnemosýne (la “Memoria”) erano le divinità protettrici di tutte le arti e la loro guida era Apollo, Dio delle Arti a sua volta. Pare che la radice del loro nome significasse “coloro che meditano, che creano con la fantasia”. E pare che il termine mosaico derivasse proprio da loro, inteso come “opera paziente degna delle Muse”. Storia, arte e anche un po’ di mito si fondono in una delle tecniche più antiche del mondo, che hanno accompagnato il viaggio dell’uomo prima per necessità (impermeabilizzare e rendere più agibili pavimenti in terra battuta), poi per pure ragioni estetiche e amore per la bellezza.

Utilizzatissimo nell’antichità greca e romana, portato a livelli di maestria assoluta nel periodo bizantino, il mosaico ha vissuto un lento declino nel mondo artistico, soprattutto per motivi economici legati alla sua realizzazione. Nonostante questo, nel 1956 Renato Bisazza fonda ad Alte (Vicenza) un’azienda produttrice di mosaici, con un’intuizione visionaria che lo porterà dalla piccola provincia italiana a diventare leader in un settore difficile e, grazie a lui, nuovamente innovativo. Nel boom edilizio degli anni ‘60, il primo segreto fu lo sviluppo di un sistema di produzione industriale che rese il mosaico di vetro accessibile e, grazie alla sua resistenza, perfetto anche per le superfici esterne. La seconda svolta invece, saltando dalla necessità all’estetica, fu quando negli anni ’90 iniziarono le collaborazioni con designer e architetti, e il mosaico rientrò a pieno titolo nell’olimpo della decorazione d’interni. Negozi, caffè, ristoranti e hotel, installazioni di grande impatto e decori, sculture e anche una “Mini wears Bisazza” protagonista di un road show organizzato nelle principali capitali del design, fanno decollare il marchio anche in campo internazionale, portando l’azienda dove è oggi: sei spazi monomarca (Londra, Los Angeles, Miami, Milano, Parigi e New York), 2.800 punti vendita in tutto il mondo. E nuove collezioni che la fanno entrare per la prima volta in settori contigui, come quello dell’arredo bagno e delle piastrelle in cemento denominate Cementiles.

― Nell’olimpo della decorazione d’interni

Ma le Muse meditano, creano con la fantasia, ispirano le arti, e la chiusura del cerchio avviene nel 2012, con la creazione della Fondazione Bisazza per il Design e l’Architettura Contemporanea: un’area di 7.500 mq, in passato riservata alla produzione aziendale, recuperata e adibita all’esposizione grazie al progetto di riqualificazione dell’architetto Carlo Dal Bianco. La ricca collezione raccoglie opere e installazioni di designer e architetti contemporanei che, nel corso degli ultimi vent’anni, hanno immaginato inedite applicazioni del mosaico. Collabora inoltre con prestigiose istituzioni internazionali al fine di ospitare mostre itineranti e progetti di design e architettura, non legati obbligatoriamente al mosaico.

Dalla necessità all’estetica, dal passato al presente, la storia dei mosaici italiani continua. E le Muse ringraziano.

Tutte le foto, courtesy Bisazza / bisazza.com

Valentina Monti