THE ITALIAN TOUCH #20
La versione di Banksy

Anonimo, ricchissimo vendicatore visuale dei torti del capitalismo

Chi è Banksy? Genio contemporaneo, provocatore mediatico, guerrilla artist: chi c’è dietro i capolavori che da trent’anni stupiscono in tutto il mondo? Oli su tela, stencil, installazioni, sculture, cartoons, performance… Anonimo e famosissimo, non è certo neppure se sia una sola o più persone. Come nell’antichità, quando dietro ogni grande artista c’era una bottega.

L’ipotesi più probabile è che si chiami Robin Gunningham, secondo un’investigazione del Daily Mail confermata a marzo anche da una elaborata analisi degli scienziati della Queen Mary University, uno studio basato su un’analisi online incrociata con la profilatura geografica dei 140 posti in cui Banksy ha lasciato un disegno su un muro. Di Bristol, nato il 28 luglio 1973, artista di strada da fine anni ’80, quando i suoi topi hanno iniziato a spuntare sui muri del Regno Unito: “Se sei piccolo, insignificante e poco amato allora i topi sono il modello definitivo da seguire”. Da allora, un crescendo di opere sempre più quotate e apprezzate. Come quando si è intrufolato nei quattro principali musei di New York per appendere sue opere, evitando però il Guggenheim “perché non avrei potuto reggere il confronto con Picasso”. Come quando nel 2005 ha sfidato i militari israeliani, disegnando un gigantesco trompe l’oeil nel deserto della Cisgiordania, sul muro che divide Israele dall’inferno palestinese. Come quando ha lasciato un fantoccio detenuto di Guantanamo a Disneyland, o disegnato due poliziotti inglesi che si baciano, la mamma che rimbocca il bavero al guerrigliero anarchico, una coppia che sta per baciarsi mentre guarda due smartphone…

― “In futuro tutti saremo anonimi per 15 minuti” (Banksy)

“Non posso credere che voi, ritardati mentali, abbiate davvero comprato questa merda”, scrisse dopo aver venduto un quadro per 750.000 dollari. Fondatore di una nuova dimensione di vandalismo elevato a raffinata arte contemporanea, una volta ha comprato per 50 dollari un vecchio quadro con una panchina sulle rive di un lago, ci ha dipinto un nazista seduto e l’ha lasciato davanti una fondazione per poveri. Venduto all’asta in poche ore per 200mila dollari… Fare un sacco di soldi prendendosi gioco del sistema è possibile: non è mercato, questa è arte, bellezza…

Tutte le foto, courtesy War, Capitalism & Liberty, Fondazione Terzo Pilastro – Roma / warcapitalismandliberty.org

Alessandro Di Giacomo