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Le nuove Converse in gomma, finalmente impermeabili

Storia di un mito

Se la misura del successo di un marchio è dato dal numero di copie e plagi che ne vengono fatti, Converse è sicuramente un mito: nell’ultimo anno ha citato in giudizio almeno 31 aziende per contraffazione delle sue All Star. Una storia che dura da quasi un secolo: create nel 1917 da Marquis Converse per i giocatori di basket, iniziano a vendere moltissimo quando ne diventa testimonial il famoso cestista Chuck Taylor (tanto che nel logo c’è ancora la sua firma). Le chiamiamo tutti All Star, ma il vero nome da allora infatti è Chuck Taylor All Star.

Un mito leggendario: da Rocky a Grease (le ricordate in nero ai piedi della gang di John Travolta?), il declino negli anni ’90, fino al successo definitivo dopo l’acquisizione nel 2003 da parte di Nike, che l’ha rivitalizzata introducendo nuovi materiali e collaborazioni (tra gli altri Missoni e Givenchy), possibilità di personalizzazione e fantasie di ogni genere. Un fatturato salito dai 205 milioni di dollari pre-Nike, a 1,7 miliardi del 2014. Otto volte tanto.

Anche sui social il Facebook Fashion Index incorona Converse (secondo posto dopo Nike, casa madre) con i suoi 37.648.213 di like sulla pagina ufficiale. Terzo Victoria’s Secret, ma con ben 11 milioni di like in meno. È il successo di una linea da 98 anni sempre uguale. Fino all’autunno 2015, con il lancio delle nuove Chuck Taylor All Star Rubber: tutte in gomma, quindi finalmente impermeabili, e in più con la tecnologia innovativa Lunarlon di Nike, già lanciata a luglio, basata su un cuore in schiuma flessibile, racchiuso in una struttura che favorisce un’ammortizzazione dolce, ma anche rimbalzo e stabilità ottimale. E se vendevano milioni di scarpe prima, adesso che sono anche comodissime e impermeabili…

Valentina Monti